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Se l’Anziano Dorme Tanto

Molto spesso capita che gli anziani si lascino sopraffare dal sonno.
Le circostanze nelle quali capita di vederli schiacciare un pisolino sono davvero moltissime, quando hanno appena finito di mangiare, mentre stanno leggendo il loro quotidiano preferito o semplicemente un libro, oppure mentre sembrano intendi a guardare la televisione.

Di fatto, in alcuni casi il sonno può essere sinonimo diverso rispetto alla semplice stanchezza riconducibile a qualche stravizio della sera prima o ad una notte non particolarmente serena.

Quando l’anziano dorme troppo… c’è da preoccuparsi?

In alcuni casi, purtroppo, il sonno può rivelarsi un primo campanello d’allarme e, esattamente come l’insonnia, può essere l’esordio di uno stato nascente di depressione.

Infatti, soprattutto quando il molto sonno è accompagnato da altri sintomi, potrebbe essere il caso di parlarne con il medico e individuare la motivazione di questo crescente dormiveglia.

La depressione, di per sé, è una causa del naturale processo di invecchiamento ed è spesso qualcosa che si manifesta non solo con una crescente necessità di dormire, ma anche con una pervasa sensazione di tristezza, diminuzione di interesse nei confronti delle normali attività, tanto da determinare anche una progressiva diminuzione delle mansioni svolte nell’arco della quotidianità.

IL DORMIRE TROPPO POTREBBE ESSERE UN CAMPANELLO D’ALLARME

Oltre a questo, nelle persone anziane, iniziano a diffondersi sentimenti di pessimismo, inadeguatezza, senso di colpa e perdita della speranza.
Ovviamente, la depressione senile è legata soprattutto alle condizioni sociali, psicologiche, ambientali ed esistenziali che variano a seconda che la persona anziana sia uomo o donna.

Se l’insieme di questi sintomi crea preoccupazione e determina una crescente senso di chiusura dell’anziano, il suggerimento è quello di parlarne, quantomeno all’inizio, con il medico curante e successivamente, valutare insieme a lui possibili interventi di sostegno psicologico.

A tal proposito, in linea di massima è possibile intervenire con la psicoterapia comportamentale che viene impiegata soprattutto nei casi di disturbo del sonno e qualora vi sia un deterioramento delle capacità cognitive e comportamentali, in questo caso è possibili far riacquisire all’anziano consapevolezza in sé stesso, aiutandolo ad avere nuova spinta per lo svolgimento delle attività quotidiane.

In altri casi è maggiormente consigliata la psicoterapia cognitiva che, associata alla precedente, sarà in grado di offrire sostegno al soggetto soprattutto in caso di episodi di mania, fobia e ansia.

Il connubio di queste due tipologie di interventi saranno in grado di coinvolgere efficacemente il paziente in un percorso di riacquisizione di sé, così da poter fare sentire il vostro caro ancora in forze e soprattutto parte di una vita che è degna di essere vissuta a qualsiasi età!

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