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Anziani A

Anziani A 75 Anni

La definizione di “anziano” si riferisce a una categoria sociodemografica di persone caratterizzate da un insieme di requisiti legati alla salute sia fisica che psichica.
Trattandosi di un concetto abbastanza complesso che riguarda numerosi aspetti della vita, risulta estremamente difficile stabilire con certezza la fascia di età tipica dell’anziano.

Fattori psicofisici caratteristici della terza età

Solitamente si considera anziana una persona che abbia superato i 70-75 anni, anche se, con il prolungarsi della vita media degli individui, tale valore tende ad essere spostato in avanti.

Vi sono alcuni requisiti che consentono di stabilire con una certa sicurezza l’inizio della terza età:

– la perdita di memoria;
– la diminuzione dell’autonomia personale;
– la minore lucidità mentale;
– un insieme di disturbi fisici legati al deterioramento delle funzionalità organiche.

ANZIANI A 75 ANNI PER LA SOCIETÀ ITALIANA DI GERONTOLOGIA E GERIATRIA

Per i ricercatori italiani, si diventa anziani a 75 anni, tale dato dipende dai risultati di numerose analisi secondo cui a questa età si nota un incremento delle patologie legate all’invecchiamento.
In generale, l’invecchiamento di una popolazione si verifica quando l’età media aumenta in rapporto all’incremento dell’aspettativa di vita.

In seguito a tale fattore, l’età esatta in cui inizia la fase dell’anzianità viene progressivamente spostata in avanti; la maggior parte delle persone attualmente pensa che si diventi anziani dopo gli 80 anni, mentre fino a poco tempo fa il limite era stabilito a 68 anni.

Fattori sociali caratteristici della terza età

Secondo alcuni geriatri e gerontologi, il ruolo ricoperto dai fattori sociali risulta fondamentale nella definizione della “terza età”.
Le componenti affettive dell’anziano sono strettamente influenzate dal grado di adattamento e di inserimento nell’ambiente famigliare, infatti l’interazione tra l’anziano e i parenti consente di mantenere una notevole lucidità mentale, aiutandolo a prevenire numerose patologie psichiche.

Molto spesso si tende a sottovalutare l’impatto emotivo che l’ambiente famigliare ha sull’anziano.
Tale constatazione viene confermata dall’osservazione che molti anziani seguiti da persone estranee mostrano capacità di interagire con l’esterno molto deteriorate, rispetto a quelli che vivono inseriti in un ambiente famigliare.
Il contesto sociale riguarda anche le occupazioni che l’anziano può svolgere all’interno della famiglia, in quanto tenere attiva la mente applicandola ad azioni anche estremamente semplici contribuisce a rallentare i processi di invecchiamento.

A tale scopo può essere utile che l’anziano interagisca anche con persone non unicamente famigliari, magari recandosi presso centri ricreativi sociali, dove sia in grado di mantenere attivi i processi cognitivi e di collegamento intellettivo.
La dimensione affettiva ricopre comunque una posizione preponderante nel mantenimento della lucidità mentale e nelle manifestazioni comportamentali dell’anziano.

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